Identità della scuola

                       

 

              

       

Cava de' Tirreni

                                                                                                  

 
          

 

 

Regione Campania

               

    Cava de' Tirreni è in Campania (km 42 a sud di Napoli).

Si raggiunge in treno, auto, autobus        

  (Casello autostrada A3 - km 50 dall'aeroporto di Capodichino). 

Origine del nome

Cavea l'antico anfiteatro

vallata circondata da monti.  

 

   
 

 

 

 

     

 

      

          

 

 

 

 
          
 
fondata oltre 1500 anni a.C.. Il suo territorio faceva parte dell'antica Città di Marcina, fondata     presumibilmente dai Tirreni, navigatori Etruschi e primi abitatori della città.


 

 

     

 

 

      

 

 Frazioni succursali della   Scuola Media      Carducci-Trezza

    

 

     

 

 

        

 

 

       

       

     

 

 

 

 

 

 

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sono le torri longobarde o i loro resti sul territorio

   

 

 

    

 

 

 

   

 

 

 

 

 

La caccia ai colombi sul territorio di Cava ha origini remote.

 

 

 

 

               

 

 

 

 

 

 

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    

 

 

 

 

 

 

   

  

     

 

  

Il territorio della nostra Scuola

« … giunti presso Cava de' Tirreni, Kniepp non seppe resistere dal buttar giù il contorno netto e    caratteristico d'una montagna stupenda, che spiccava mirabilmente nel cielo di fronte a noi, oltre al    paesaggio che dai lati e dal basso chiudeva la montagna. Ne siam rimasti tutt'e due soddisfatti… »

                                                                             J. W. Goethe[1]

Cava de' Tirreni è una città di 58.546 abitanti in provincia di Salerno, seconda per popolazione dopo il    capoluogo. La città sorge a ridosso del Mar Tirreno, a 5 km nell'entroterra alle spalle della Costiera     Amalfitana, rappresentandone in pratica la porta nord. L'abitato centrale si sviluppa nella vallata formata   dai Monti Lattari ad ovest (che la separano appunto dalla Costiera) ed i Monti Picentini ad est.   Ciononostante, le colline che la circondano in ogni direzione si rivelano amene località di residenza  per   molti dei cittadini. La città funge da cerniera tra l'area geografica dell'agro nocerino-sarnese   (morfologia pianeggiante ed economia agricola e industriale) e quella della penisola sorrentina-    amalfitana (morfologia montuosa ed economia di tipo turistica).

 Fiorente è l’attività commerciale, ma anche il settore industriale rappresenta una parte importante   dell’economia cittadina, sono presenti industrie di trasformazione del tabacco, ceramiche, una azienda   di arti grafiche, industrie varie. L’agricoltura è sviluppata soprattutto in periferia e nelle zone collinari.   Numerose sono le banche presenti sul territorio, a testimonianza di uno sviluppo dell’economia locale.

Il livello culturale è medio-alto, sul territorio sono presenti quasi tutti i tipi di scuola. E’ da evidenziare  anche la presenza di un Istituto Universitario di Architettura per il conseguimento di una laurea triennale.

 Insistono sul territorio: uno stadio comunale, tre campi di calcio periferici, varie palestre scolastiche, un   palazzetto dello sport, piscina e campi di tennis.

 

 

Scacciaventi, detto anticamente anche "lo commerzio", con i pilastri ottagonali risalenti al   principio del '400.All'epoca gran parte della popolazione viveva nei casali, a volte difficilmente  raggiungibili, estendendosi allora il territorio fino a Cetara (Vietri, Cetara ed altri casali minori si    staccarono da Cava nel 1806). Ci si recava al Borgo Scacciaventi per il commercio e gli affari.    Le famiglie più facoltose cominciarono ad edificare al Borgo i loro palazzi (Scacciaventi era il    cognome di una di queste), il commerciante e l'artigiano cominciarono a trovare opportuno    costruire un'abitazione sulla bottega, che si arricchiva del portico avanti, a protezione delle    merci. 

 

                                    

L'Abbazia territoriale Santissima Trinità di Cava de' Tirreni è una abbazia dei Monaci  Benedettini. Spesso è indicata semplicemente come Badia di Cava, così detta perché   impiantata sotto una grotta. Il fondatore della Badia di Cava fu San Alferio Pappacarbone, nobile  salernitano di origine longobarda formatosi a Cluny, che nel 1011 si ritirò sotto la grande grotta  Arsiccia per trascorrervi vita eremitica. La sua santità attrasse numerosi discepoli tanto da  indurlo a costruire un piccolo monastero, il nucleo originale dell'odierna abbazia. La biblioteca   è fornita di oltre 50.000 volumi, con numerosi incunaboli ed importantissime edizioni    cinquecentine. Giustamente famoso è l’Archivio, ove sono contenuti preziosi codici e   manoscritti, più di quindicimila pergamene e una considerevole quantità di documenti cartacei.

                                

 Tra il XVI e XVII secolo le epidemie e le incursioni dei pirati non risparmiarono la città:nel 1656  una grande pestilenza ridusse fortemente la popolazione e la miracolosa fine del morbo   viene annualmente rievocata nella Festa di Monte Castello, quando dalla cima del colle   (impropriamente detto Monte) venne impartita la benedizione della città.

Festa di Montecastello
 Una delle più importanti manifestazioni religiose e folkloristiche della città di Cava de' Tirreni, e  sicuramente fra le più sentite, è la "Festa di Montecastello". Essa ha luogo ogni anno dal   lontano 1656, anno in cui la città e la popolazione cavese furono devastate da una cruenta   pestilenza. I parroci della frazione Annunziata, nell'ottava del Corpus Domini, organizzarono con  i fedeli, ormai in ginocchio, una processione dalla chiesa fin sul Monte Castello, collina   che sovrasta la vallata metelliana, dal quale invocarono la benedizione di Dio sulla città e sui    cavesi. L'epidemia finì ed i cavesi, devoti, di anno in anno, nei secoli, rinnovano la   processione in segno di gratitudine per la grazia ricevuta. Uno dei principali simboli della Festa   di Montecastello è costituito dal pistone: un'arma del XVI secolo (conosciuta anche come archibugio).

La Pergamena bianca


particolari della pergamena bianca
parte sinistra- guardasigilli e parte destra firma del re Ferrante

 


 

Nella battaglia presso Sarno nel 1460, quando Giovanni d'Angio', appoggiato da diversi           feudatari, tentò di riconquistare il regno, fu decisivo l'aiuto offerto dai cittadini di Cava a Ferrante  d'Aragona., tanto che la dinastia dei Re di Napoli conferì a Cava il titolo di "città fedelissima" e il sovrano concesse una pergamena in bianco, testimonianza della fedeltà alla casa aragonese.

 

 

 

 

 La chiesa dell'Avvocata è ubicata sul ripiano del Monte Mirteto ai piedi del Monte Falerzio  (1024 metri) a circa 900 metri sul mare, al vertice di una lunga parete rocciosa. Vi si accede da  Maiori dalla contada Lama (il percorso è fatto di una lunga e ripida scalinata), oppure anche dal  versante di Cava de' Tirreni a mezzo di mulattiera, che dalla Badia della S.S. Trinità di Cava,   porta al Santuario. Arrivati quasi alla sommità del monte, non molti metri al di sotto della parete   rocciosa si apre un lungo antro in cui, nel novembre del 1470, il pastore Gabriello Cinnamo di   Maiori ebbe in sogno la visione della S.S.Vergine. In seguito ad una seconda visione, il   pastore si diede ad una vita devota e ottenuto il permesso dall'abate di S.Maria de Olearia ,   Pinto Staibano, edificò nella grotta del miracolo un altare dedicandolo alla Vergine, sotto il titolo   di Avvocata.